Battuto il Leverkusen,strada in salita 2-3

Mentre in Italia stiamo dietro a ritmi da partita di calcetto tra scapoli contro ammogliati, la gara che è andata in scena ieri pomeriggio alla BayArena di Leverkusen è stata lo spot del calcio moderno, fatto di corsa, intensità, pressing offensivo, ripartenze, ribaltamenti di fronte e quanto di più bello e spettacolare si possa mai chiedere a questo sport.
Era una sfida particolare, vuoi per la vicinanza geografica tra Leverkusen e Dortmund, vuoi per l'aria di alta classifica, vuoi per appropriarsi di quel secondo posto (già in mano alle Aspirine prima dell'inizio del match) che poco vuol dire a livello di qualificazione Champions (entrambe accederebbero ai gironi), ma tanto vuol dire in termini di ambizioni, amor proprio, con un Bayern rullo compressore che continua a non dare segni di cedimento là davanti.
La coppia Lewandowski-Hyypiä si schiera con un 4-3-3 o se preferite 4-3-2-1 con i 2 che partono molto larghi per poi accentrarsi a sostegno di Stefan Kießling, terminale offensivo del Bayer. La formazione iniziale: Leno; Carvajal, Wollscheid, Toprak, Boenisch; L. Bender, Reinartz, Rolfes; Castro, Schürrle; Kießling;
Klopp, invece, registra l'assenza di Weidenfeller mettendo in campo un 11 con 2 importanti novità rispetto alla gara casalinga col Norimberga. La formazione iniziale (4-2-3-1): Langerak; Piszczek, Santana, Hummels, Schmelzer; Gündoğan, S. Bender; Blaszczykowski, Götze, Reus; Lewandowski;
Il calcio d'avvio, battuto dai padroni di casa, vede una spinta iniziale del Bayer, con la BVB che tocca davvero pochi palloni. I primi 2 minuti trascorrono tra battaglie rusticane individuali e di gruppo. Da una di queste, emerge trionfante Ilkay che la catapulta in avanti per Lewandowski, solita difesa della sfera magistrale del polacco che con una passaggio illuminante favorisce il taglio profondo di Reus mettendo l'ex 'gladbach a tu per tu con Leno: Reus, freddissimo, glaciale, deve solamente scavare il pallone che passa sopra la testa del portiere e si infila alla sua sinistra. Dopo 3 minuti il risultato è già cambiato: 0-1.
Il Leverkusen sembra accusare il colpo e dopo pochissimi secondi abbiamo un'altra potenziale occasione da goal sull'asse Götze-Lewandowski, ma la difesa dei Vizekusen salva. Al 9', un'altra bella combinazione dei giallo-neri si traduce nel fallo da rigore di Leno su Robert Lewandowski, falciato dal portiere in uscita. Il penalty viene trasformato da Kuba che spiazza l'estremo difensore avversario (palla a sinistra, portiere a destra). I padroni di casa sembrano tramortiti, a nulla servono le urla dalla panchina di un furioso Lewandowski (il loro) e così la prima frazione si chiude col doppio vantaggio ospite.
L'inizio ripresa però è totalmente diverso, la gara, infatti, sale d'intensità. Merito di un Bayer Leverkusen che esce a razzo fuori dagli spogliatoi, caricati a molla dalla loro coppia di tecnici e trascinati nel loro sforzo da un pubblico encomiabile. Il cambio di Sam (in) per Rolfes (out), dà imprevedibilità ai padroni di casa e inserisce un uomo molto pericoloso sulla trequarti, veloce, bravo negli inserimenti, con un buon feeling col goal. Lo sforzo prodotto dal Bayer è spaventoso, con la BVB che sembra sempre pronta da un momento all'altro a capitolare. Ma ci vogliono 2 palle inattive e tutta la nostra disattenzione a permettere ai Vizekusen di trovare un uno-due micidiale che riporta la gara in parità. Autore di entrambi i goal è Stefan Reinartz, che sul primo arriva in spaccata su un ottimo suggerimento (al termine di una grande azione) di Kießling, prendendo in controtempo Schmelzer in scivolata disperata. Sulla seconda marcatura sfrutta a dovere i suoi centimetri e la sua abilità area per sfruttare la torre di Gonzalo Castro (!!!), colpevolmente lasciato libero di saltare sul primo palo, e la blanda marcatura di Sven Bender, per siglare il pareggio. Proprio quando sembra che l'inerzia sia tutta dal lato dei padroni di casa, forti del pari acquisito, con una BayArena in festa e con l'adrenalina e la fiducia a mille, ecco il regalo che non ti aspetti: pochi secondi dopo il secondo goal di Reinartz, Wollscheid si esibisce in un retro-passaggio scellerato verso Leno. Götze capisce tutto, anticipa con la punta il portiere ex Stoccarda che con un tuffo disperato non permette al nostro numero 10 di segnare, ma il rimpallo termina proprio sui piedi di Robert Lewandowski al limite dell'area: piattone e nuovo vantaggio degli schwarz-gelben. Il Bayer subisce ancora una volta il colpo. La BVB si guadagna un calcio di rigore su intelligente e astuta sterzata di Robert Lewandowski (ancora lui) agganciato da un poco saggio Boenisch. Dal dischetto torna Kuba, ma Leno non cambia lato, il polacco sì e, complice un tiro non angolato e nemmeno troppo forte, il giovanissimo portiere classe '92 blocca con sicurezza. Il Leverkusen si scuote di nuovo, ma i restanti minuti di gara sono un disperato assalto al fortino giallo-nero che nel frattempo inserisce uomini prettamente difensivi e con una forte predisposizione al sacrifico (Kehl e Großkreutz). Il Bayer sbilancia ancor di più il suo baricentro, con Toprak a fare da unico vertice basso difensivo, Wollscheid salire parecchio a supporto di Reinartz, e i 2 terzini (Carvajal e Boenisch) in costante proiezione offensiva (atteggiamento tattico del Leverkusen che ha sempre tenuto i 2 terzini sulla linea laterale e molto alti a dare ampiezza e profondità). La BVB balla, rischia di essere punita (tiro di Schürrle a botta sicura, provvidenziale il petto di Hummels), ma gli ospiti si salvano e Klopp può festeggiare al triplice fischio finale. Ora la BVB è sola al secondo posto.
Una partita fantastica, bella, intensa, figlia di 2 belle squadre che si sono affrontate secondo quello che è il loro calcio, le proprie idee tecnico-tattiche. Il Leverkusen alla fine paga i tanti errori difensivi e alcuni passaggi a vuoto in un match che ha dato anche un chiaro segnale di forza da parte delle Aspirine: loro ci saranno fino alla fine.
La BVB si è mostrata cinica come non mai, ha subito tanto in certi momenti sbandando non poco e facendo arrabbiare spesso Klopp per la scarsa lucidità e aggressività. Poteva terminare in qualsiasi modo, è finita con la vittoria dei giallo-neri, più bravi, a nostro modesto modo di vedere, a colpire nei momenti cruciali della gara, affondando molte delle certezze dei padroni di casa nei momenti topici del match.
Ora occhio alla prossima contro l'Amburgo. Qui sì, che c'è una dolorosa sconfitta da vendicare. ECHTE LIEBE!